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  • Matteo Pietrantonio

Lo Spritz - Il re degli aperitivi

Aggiornato il: mar 4

Cosa ci é mancato di più in quarantena?


Sicuramente il momento dell’aperitivo. L’ ape, per noi italiani, non é solo bersi un cocktail, ma un vero e proprio momento di socialità, di svago dopo il lavoro, di sfogo.


Non per nulla in questi periodi di reclusione forzata una delle attività più in voga é stata proprio l’ “ape skyppata” con gli amici.


C’è chi si é fatto mandare l’aperitivo direttamente “da giù”. Qualche tarallo, un pezzo di cacioricotta pugliese, una manciata di pomodori secchi e una bottiglia di primitivo del Salento.


Qualche azienda vinicola invece si é organizzata con kit per l’aperitivo a domicilio.

Ad esempio Villa Sandi, ha messo a punto un kit per l’aperitivo social, composto da una bottiglia di Valdobbiadene Prosecco Superiore Brut Millesimato e i Pan da Vin, una sorta di gallette.


L’idea geniale però l’hanno avuta i baristi veneti con un originale spritz da asporto.

In sostanza uno Spritz che i baristi preparano e poi mettono sottovuoto con tanto di fettina d’arancia e oliva. L’iniziativa è piaciuta molto ai clienti e sui social sta spopolando.


Sarà anche per queste iniziative che il settore del vino non é stato colpito duramente dalla crisi dovuta a questi arresti domiciliari.


Lo Spritz é stato quindi senza dubbio alcuno il cocktail protagonista indiscusso dei nostri aperitivi, sia pre Covid che durante il Lock down.

Ma qual’è l’origine dello Spritz?


Ci sono diverse teorie sulla sua origine. La più veritiera é quella che trova luogo nella zona tra Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino all’inizio dell’800.

A quell’epoca queste terre erano sottomesse dalla dominazione dell’impero austro-ungarico e la popolarità dello Spritz é da attribuirsi ai soldati austriaci.


Questi, abituati a bevande più leggere, trovavano il gusto dei vini veneti troppo forte e così per poterne bere in maggiore quantità incominciarono a diluirli con acqua gasata.


A supporto di questa ipotesi, abbiamo il nome stesso del cocktail che deriva dal verbo tedesco “spritzen” che significa spruzzare. Indicando quello che ad oggi è ritenuto lo Spritz in Friuli Venezia Giulia, ovvero del semplice vino fermo bianco con l’aggiunta di acqua frizzante.

Nel corso del secolo sucessivo, la ricetta dello Spritz ha subito diverse modifiche tra cui la sostituzione dell’acqua frizzante: questo ingrediente è stato rimpiazzato con l’Aperol nella versione padovana della bevanda e con il Select - un liquore secco dal sapore leggermente agrumato - nella zona di Venezia.


Ma come fare uno spirtz fatto in casa?


Cominciamo dalle quantità dello Spritz:


Aperol 60 ml

Prosecco 90 ml

Soda (una spruzzata) q.b.

Arance ½ fetta

Ghiaccio q.b.

Per la preparazione iniziate versando il ghiaccio in un calice da vino bianco, riempiendolo sino all’orlo.

Dopo di ché versate il prosecco seguito dall’Aperol.

Infine spruzzate un pò di soda o di acqua molto frizzante e mescolate dolcemente con lo stirare.

Decorate con mezza fetta d’arancia bio e il vostro spritz é pronto da bere.

Dal 2011 é conosciuto anche come Spritz veneziano dall'IBA, l'associazione internazionale dei bartender, è senza dubbio il long drink alcolico più famoso d'Italia insieme al Negroni.


Per questo abbiamo deciso di creare in laboratorio una maglietta Spritz e una maglietta cocktail Negroni in cotone organico.


Se sei curioso di vedere come una pittrice ha realizzato la grafica dello Spritz per poi essere riprodotta sulle t-shirt, vieni a dare una occhiata di qua ——-> Tarluc

t-shirt con scritte cocktail Negroni
maglietta cocktail Negroni


t-shirt con scritte Spritz
maglietta spritz

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