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  • Matteo Pietrantonio

C’era una volta la notte in discoteca…

Aggiornamento: feb 11


Con la nostalgia di quello che era la vita pre Covid non potevamo dimenticare le serate della notte Italiana.

Risalgono alla mente i ricordi dei club e delle discoteche dove la musica creava un mix tra la voglia di essere se stessi senza pregiudizi, stravaganza e colori.


La paura di una prossima estate senza party era inevitabile che ci facesse riemergere la nostalgia delle feste.

Per questo vogliamo ricordare il periodo irripetibile dei party, tutto italiano anni 90!

E` stato proprio in quegli anni, che i club e le discoteche diventano laboratori di creatività e cultura contemporanea. Anni senza social network e cellulari alla mano per postare ogni momento.

A ricordare quegli anni c’è una persona che più di tutte può farlo. Davide Nicolò. Direttore artistico e responsabile della comunicazione di alcuni tra i più trasgressivi locali italiani, dal Cocoricò di Riccione a La Fura di Desenzano del Garda, inventore di serate che sono entrate nel mito del clubbing.

In una intervista su La Repubblica di Stefania Parmeggiani racconta:

…“Le notti degli anni 90 Erano uniche: la trasgressione era creatività, esplorazione di spazi, corpi, suoni, immagini. Si intrecciava con la voglia di libertà, con il desiderio di abbattere confini, di spingersi sempre più in là. Se si perdeva una serata la si era persa. Punto e basta. Non c’era la possibilità di rivivere la stessa esperienza il sabato successivo o in Rete”.

…“Il Cocoricò che cambiava allestimento ogni sei mesi e che riusciva ad attirare i più grandi performer europei, ma anche il Plastic di Milano. Ricorderò per sempre la notte con Andy Warhol. Era il 1986 e lui era arrivato a Milano per presentare al Palazzo delle Stelline L’ultima cena, serie nata dalla riflessione sul cenacolo di Leonardo. Quella notte lo invitammo al Plastic e finì con le sue Polaroid: ovviamente si mise a scattare”.

…“Serate come “Il colore dei dollari” quando al Byblos di Misano Adriatico lanciammo sulla folla un milione di lire in banconote da un dollaro mescolati a una montagna di dollari falsi. O “La punta di diamante”, la serata con cui nel marzo 1990 inventammo il nuovo ciclo del Cocoricò. Fu quella la notte che cambiò per sempre la notte italiana: capimmo allora che potevamo provocare, trasgredire, scioccare giocando con l’arte e la cultura. Anche gli ospiti erano altisonanti: Al Cocoricò si potevano incontrare Moschino, Jean Paul Gaultier, Dsquered Caten, Grace Jones fino a Fellini, Ferreri, Ru Paul e Lucio Dalla o Franco Battiato. Al Byblos Oliviero Toscani, Gabriele Salvatores, Sgarbi, Marta Marzotto, Elio Fiorucci. La discoteca divenne officina creativa, nel caso del Cocoricò anche la prima discoteca di massa a fare tendenza, iniziò un decennio incredibile. Che poi venne ribattezzato Club Culture”.

Del resto in quel periodo era possibile tutto, persino un locale che dettasse tendenze dalla provincia”. Ad esempio? Il “Fura”, a pochi chilometri da Desenzano del Garda. Era una discoteca ma anche un centro sperimentale di arte e teatro, visionario e attento alla riflessione sulle nuove tecnologie. Aveva una rotaia sul soffitto, a trenta metri di altezza dove appendevamo qualunque cosa: dalle ballerine ai monitor, vere e proprie scenografie complete.

Per ricordare quel periodo indimenticabile, Davide Nicolò ha scritto un libro che vi consigliamo “c’era una volta la notte in discoteca”.

Le nostre t-shirt con scritte best seller come la maglietta Spritz, la maglietta Babà o la maglietta siciliana Cannolo sono per tutte quelle persone che nonostante il periodo la voglia di far festa non è mai passata.


Le t-shirt divertenti sono per tutte quelle persone che si sentono come quelle notti degli anni 90, trasgressivi, creativi e senza paura di mettersi in mostra.




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